Rovigo

Il percorso nel centro storico di Rovigo permette di intraprendere un viaggio nei secoli della storia della città: dalle testimonianze del castello e delle fortificazioni medievali, attraversando idealmente il fiume Adigetto, ora Corso del Popolo, per immergersi nelle piazze adorne di palazzi veneziani e ferraresi ed approdare al Tempio della Beata Vergine del Soccorso, luogo di antica devozione mariana e di ostentata celebrazione dei podestà veneziani del Seicento.

viaggio alla scoperta delle origini più antiche della città

Da Piazza Matteotti, su cui si affacciano le Due Torri e le rovine dell’antico castello, al Duomo, costruito dove sorgeva l’antica chiesa medievale intitolata a Santo Stefano, a Torre Pighin, unica torre rimasta di quelle originarie. Un percorso lungo le strade che conservano ancora il tracciato originale per scoprire che, tra le vie e i palazzi del centro, è possibile riconoscere il percorso delle mura e la posizione delle antiche porte di accesso alla città. 

città lungo il fiume tra Ferrara e Venezia

Visita alla città da un particolare punto di vista: il suo essere stata terra contesa tra Ferrara e Venezia. Dai tesori di arte veneta e ferrarese ospitati nelle sale di Palazzo Roverella alla scoperta di palazzi (Roverella e Roncale), monumenti e chiese, come la Chiesa di San Francesco e il Tempio della Beata Vergine del Soccorso, che testimoniano lo sviluppo urbanistico dal dominio estense e quello veneziano.

Adria

Una città dalle antiche origini che con la sua riviera, ricca di palazzi e case affacciate sul canale, conserva ancora la sua caratteristica organizzazione di città sorta lungo il fiume. Oltre al Museo Archeologico Nazionale, che custodisce i reperti dell’Adria etrusca e romana, è possibile percorrere un itinerario lungo le vie della città tra i due principali poli che ne fecero la storia: a nord, la Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo, a sud, la Chiesa dell’Assunta detta della Tomba, entrambe impreziosite da pregevoli opere d’arte sacra, alcune delle quali risalenti all’epoca paleocristiana. Tra i due edifici religiosi si snoda un percorso che va da piazza Garibaldi a Corso Vittorio Emanuele, cuore commerciale ed amministrativo della città.

Lendinara

Visitare Lendinara significa attraversare le vicende di una città che per secoli ha rivestito un ruolo significativo all’interno dell’area polesana, lungo le cui vie si è depositato un considerevole patrimonio storico-culturale: da un lato l’ampio ventaglio di architetture civili e nobiliari che spaziano dal Medioevo all’Ottocento, dall’altro l’alta concentrazione di edifici religiosi, alcuni dei quali segnati da una secolare devozione, e che costituiscono, per la loro ricchezza artistica, un’autentica pinacoteca cittadina.

Le magiche atmosfere del Giardino di Ca’ Dolfin Marchiori

Itinerario tra suggestive scenografie vegetali e fantasiose architetture di un giardino romantico di metà Ottocento, giunto sino a noi, caso pressoché unico in Polesine, mantenendo intatto il suo fascino originario. La visita può essere integrata da una collezione da artistiche foto d’epoca, presso il vicino Ufficio IAT. 

Dalla Signoria dei Cattaneo ai fasti del Settecento

La storia di Lendinara può essere letta attraverso le sue architetture civili e nobiliari: dalle testimonianze medievali di Palazzo Pretorio e della Loggia Municipale affacciate su Piazza Risorgimento, per proseguire con i palazzi delle più facoltose famiglie cittadine lungo via Conti e via Garibaldi. La visita si conclude con l’ingresso agli interni di Palazzo Cattaneo, dove è conservato un ciclo di affreschi settecenteschi. 

Le chiese lendinaresi connubio di arte e religiosità

Dalla chiesa di S. Biagio con la sua limpida architettura neoclassica, al Duomo di S. Sofia dalla possente torre campanaria e ricettacolo di opere d’arte provenienti dalla soppressione di antichi complessi monastici, per culminare con il Santuario della B. V. del Pilastrello, scrigno di prestigiose pitture e sculture dei grandi maestri veneti. 

I lendinaresi protagonisti del Risorgimento

Viaggio attraverso i luoghi legati alla figura di Alberto Mario, scrittore e giornalista testimone delle vicende che accompagnarono il Risorgimento e amico degli uomini che ne furono protagonisti.

Il percorso si snoda da Ca’ Dolfin-Marchiori dove soggiornò Giuseppe Garibaldi, al Palazzo Municipale dove sono custoditi i cimeli dell’epoca, per terminare nella piazza che Lendinara intitolò al suo concittadino, nei cui pressi sorge l’abitazione dove trascorse gli ultimi anni della sua vita in compagnia della moglie Jessie White. 

Fratta Polesine

Passeggiare nelle vie del centro storico porta ad ammirare splendidi esempi di architetture nobiliari e religiose: Villa Badoer di Andrea Palladio, Villa Molin Avezzù, Palazzo Viaro, Villa Oroboni e Villa Cornoldi Fanan, legate alle citate tragiche vicende della Carboneria, la casa natale di Giacomo Matteotti, il Parco Romantico di Villa Labia, abbellito da un laghetto immerso nella ricca vegetazione tra alberi rari, la Chiesa di S. Francesco e la deliziosa Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, impreziosita da affreschi tiepoleschi e da opere lignee e sculture veneziane del ‘700

Fratta luogo di villeggiatura della nobiltà veneziana

Villa Badoer ha costruito un modello unico di insediamento emulato poi da diverse architetture disseminate nelle immediate vicinanze. La passeggiata permette così di apprezzare una ricca rassegna di edifici nobiliari che coprono un arco temporale dal ‘500 al ‘700, coincidente con il periodo della dominazione veneziana in Polesine. Lungo il cammino si incontreranno Villa Grimani Molin Avezzù, Villa Labia ed il suo suggestivo parco romantico ottocentesco, Villa Dolfin, Palazzo Monti, Villa Oroboni e il settecentesco Palazzo Fanan. 

I fermenti del primo Risorgimento
I Carbonari di Fratta

La scoperta della Carboneria di Fratta consente di sfogliare pagine di storia che hanno visto coinvolti un nucleo consistente di alcuni elementi della nobiltà locale, e porta a conoscerne i protagonisti grazie alle riproduzioni di documenti custodite al museo del “Manegium”. E’ possibile ammirare le ville dei carbonari, luoghi di residenza e incontri segreti, come Villa Loredan Grimani Avezzù, Villa Oroboni e Palazzo Fanan.

Giacomo Matteotti e il Polesine tra Ottocento e Novecento

Ripercorrere la formazione umana e politica del frattense Giacomo Matteotti attraverso la visita alla villa a lui legata e che he recentemente aperto i battenti come Casa Museo, e al vicino museo del Manegium, che offre una ricca documentazione etnografica su oggetti e testimonianze della vita contadina in Polesine di quell’epoca. La visita può essere completata con una visita al Mulino al Pizzon.

Alla scoperta dei segreti della Carboneria

Viaggio alla scoperta dei segreti e dei rituali dei carbonari.        

Un’ esperienza educativa e suggestiva che propone a bambini e ragazzi di immedesimarsi in un mondo ormai lontano e che li accompagnerà a svelare antiche verità nascoste. Visita guidata più attività laboratoriale a tema.

Destinatari: Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado

EcoMuseo Mulino al Pizzon a Fratta

Mulino terragno ad acqua del primo ottocento, all’incrocio del primo ottocen, all’incrocio di due fiumi , esempio di archeologia industriale perfettamento conservato che sfruttava l’energia del salto d’acqua nel punto d’immissione dello scortico nel Tartaro Canalbianco.
Visita guidata più lab. del pane.
Destinatari: scuola Infanzia, Scuola Primaria, scuola Secondaria di 1 Grado